🎬 Io Programmatore
🎧 Io, programmatore – Il videoclip che trasforma l’IT in poesia urbana
Così comincia Io, programmatore, un brano che riesce a trasformare la routine quotidiana dell’IT in una narrazione cruda, ironica e profondamente reale.
Nel videoclip firmato dal regista Maurizio Ghiotti, le immagini si intrecciano al testo con ritmo visivo e tensione narrativa. È il racconto visivo di una generazione di lavoratori digitali: formati, laureati, competenti… eppure intrappolati in un loop di consulenze, bug, deadline e frustrazione.
Tra sarcasmo e disincanto
Il testo scritto da Alan Maestrale, con musiche composte insieme a Gionathan e Bora, è una dichiarazione semi-seria, a tratti tragicomica, di cosa significhi lavorare nell'IT oggi in Italia:
“Ma da giovan sognatore / volevo diventare un ricercatore”
La strofa denuncia le occasioni mancate, la fuga dei cervelli, il precariato e la mancanza di valorizzazione del talento. Ma non lo fa con retorica: lo fa con rime pungenti, che mescolano realismo e ironia.
🎶 Produzione musicale
- Testo: Alan Maestrale
- Musiche: Alan Maestrale con Gionathan e Bora
- Arrangiamenti: Gionathan, Alan Maestrale, Francesco De Stradis
- Mix/Mastering: DSP Records Studio
Il sound alterna beat urban, elettronica e richiami rap, creando un ritmo che supporta bene la narrazione serrata del testo.
💻 Riflessione sociale e linguaggio pop
“Io, programmatore” è anche uno specchio della condizione di molti professionisti dell’IT:
- Solitudine davanti allo schermo
- Alienazione e pressione aziendale
- Carichi di lavoro disumanizzanti
- Sogni sacrificati alla logica dei progetti a tempo
Tutto questo è reso accessibile, quasi pop, ma mai superficiale.
📌 Un pezzo perfetto per Matipare
In linea con la missione di Matipare — osservare la tecnologia con sguardo critico e creativo — questo videoclip è una riflessione performativa sul lavoro digitale, una forma di “protesta poetica” fatta di bit, bug e rime.
“Sono rimasto solo davanti al mio pc / e mentre il mondo gira io cerco soluzioni”
Una frase che diventa manifesto. Un loop che molti vivono ogni giorno.

